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Cattedrali, castelli e mura in terra di Bari

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Bitonto Cattedrale - panoramio · foto Angelo Acquaviva, CC BY 3.0, Commons

Bitonto · Palo del Colle · Bitetto · Binetto · Grumo Appula · BA

Cinque comuni della provincia di Bari, letti attraverso le loro pietre: una cattedrale romanica, un castello diventato palazzo, a Palo, mura medievali allargate per accogliere nuovi abitanti. Le fonti intrecciano davvero alcuni di questi centri: un architetto bitontino firma un campanile a Palo del Colle, una coalizione con Bitonto distrugge il casale da cui nasce un borgo di Palo, Grumo era municipio romano come Butuntum, Binetto, secondo il GAL Nuovo Fior d'Olivi, fu aggregato a Grumo dal 1927 al 1946. Il tema dell'olio, invece, regge solo in parte: è documentato a Bitonto, a Bitetto con la sua oliva termite, negli uliveti del territorio di Palo; per Binetto e Grumo le fonti lette tacciono. L'insieme dei cinque comuni, l'ordine delle tappe e i giorni sono una nostra proposta.

In breve

Durata. 4 giorni.

Il percorso

Giorno 1 — Bitonto

La cattedrale romanica, eretta tra XI e XII secolo, guarda al modello di San Nicola di Bari: lo dicono sia la raccolta di schede delle Famiglie della Visitazione sia Wikipedia. Sul portale centrale l'architrave racconta Annunciazione, Visitazione, Epifania e Presentazione; sul fianco sud corre un loggiato di sei esafore e si apre la Porta della scomunica, che la stessa raccolta lega a Gregorio IX e alla scomunica di Federico II del 1227. Dentro, la stessa raccolta descrive l'ambone del 1229, che porta l'iscrizione «HOC OPUS FECIT NICOLAUS SACERDOS ET MAGISTER», un prete e maestro, e sul parapetto della scala gli imperatori svevi Federico I, Enrico VI, Federico II e Corrado. Sotto, secondo la stessa raccolta, la cripta poggia le volte su 36 colonne di reimpiego e dà accesso a una chiesa paleocristiana, con un mosaico dell'XI secolo in cui compare un grifone. Dell'olio il Comune scrive che è il «prodotto simbolo del territorio», e nell'Ottocento l'ingegnere francese Pierre Ravanas vi portò la prima pompa idraulica per l'olio; Bitonto, scrive ancora il Comune, è stata la prima città pugliese a costituire formalmente una propria Comunità dell'Olio. In piazza Cavour, dove sta anche il Torrione Angioino, un loggiato porta alla Galleria Nazionale della Puglia «Girolamo e Rosaria Devanna», del Ministero della Cultura. Il Parco naturale regionale Lama Balice è diventato Ente Parco con una modifica di legge approvata dal Consiglio regionale, annunciata dal Comune nel dicembre 2024. Il legame con il giorno dopo è un nome: l'architetto bitontino Vito Valentini.

Giorno 2 — Palo del Colle

A Palo del Colle Valentini disegnò nel 1734, secondo la scheda del Ministero della Cultura, il campanile della chiesa del Purgatorio in piazza Santa Croce, costruita tra il 1669 e il 1673; la spesa registrata tra il 1669 e il 1679 fu di 7081 ducati; la facciata è del 1708, con una meridiana ottagonale al centro e tre statue del 1722 di Carlo Altieri di Giovinazzo. La forma del paese, per la scheda ministeriale, è cresciuta per borghi successivi. La scheda ministeriale del centro storico, «difensivo», racconta che nel 1349 una coalizione ungherese-bitontina distrusse il Casal d'Auricarro: gli abitanti si spostarono a Palo e nacque il Borgo degli Auricarrini, con una nuova cinta trecentesca; nel 1454 i Greci giunti dopo la caduta di Costantinopoli diedero vita a sud-est al Borgo degli Ortodossi, con le sue mura e la Porta dei Trappeti. Il castello fu dimora di Bona Sforza nel 1546 e nel 1774 Giovanbattista Filomarino della Rocca lo trasformò in palazzo principesco. Santa Maria La Porta fu innalzata nel XII secolo, per la sua scheda: ha una cripta a cinque navate e date di rimaneggiamenti segnate sui pilastri: 1531 sul pilastro sinistro della facciata e 1588 su quelli dell'abside. Intorno, sempre per il Ministero, un territorio di uliveti, vigneti e mandorleti attraversato da tre lame, vincolato dal 1985.

Giorno 3 — Bitetto

La cattedrale di Bitetto, detta di San Michele Arcangelo, in piazza del Popolo, fu iniziata nel 1335 sotto il vescovo Giacomo Bonocore II adattando una chiesa preesistente; la scheda del Ministero della Cultura riporta l'iscrizione «PER MAGISTRUM LILLIUM DE BAROLO». Il portale poggia le colonne su leoni stilofori, le cupole estradossate sono rivestite di maiolica. Dal 1735, sotto il vescovo Francesco Franco, la navata fu allungata di oltre dieci metri e l'interno intonacato; nel 1744 vennero presbiterio e cupola. Era cattedrale perché Bitetto fu sede vescovile: Wikipedia ricorda che nel 1818 la diocesi fu incorporata in quella di Bari. Verso Grumo, a circa un chilometro dal centro storico secondo il FAI, sta il santuario del Beato Giacomo: nel 1432 papa Eugenio IV accolse la richiesta dell'Università di Bitetto di insediarvi i frati minori, giunti l'anno dopo da Santa Caterina di Galatina. Il beato, frate croato, morì nel 1496; secondo il FAI, il corpo, ritenuto incorrotto, fu sepolto nel santuario nel 1587. Lo stesso santuario ospita il Museo della Devozione e del Lavoro, con attrezzi contadini di inizio Novecento. Nei campi, scrive il portale italia.it, si coltiva l'oliva termite, festeggiata con una sagra a fine settembre. Il giorno dopo si segue la strada verso Grumo.

Giorno 4 — Binetto e Grumo Appula

Binetto è il comune con meno materia, e va detto. La storia pubblicata dal Comune è però precisa: nel 1085 un atto rogato a Bari porta la croce del feudatario Umfredo; nel 1181 il signore Robertus de Benetto pagava 260 once d'oro di tasse feudali, più dei feudatari vicini; nel 1799 vi fu piantato l'albero della libertà e nel 1820 vi ebbe sede una Vendita Carbonara. Il sito comunale non ha schede di monumenti: la chiesa dell'Assunta, edificata tra il 1198 e il 1203 con elementi del romanico pugliese, è descritta dal GAL Nuovo Fior d'Olivi, che ricorda anche come nel 1927 Binetto fosse aggregato a Grumo Appula e riottenesse l'autonomia nel 1946.

Grumo, per la scheda ministeriale del centro storico, nel IV secolo a.C. si chiamava Grumum e batteva moneta con effigi equine e bovine; in età romana fu municipium come Butuntum e Rubi. La scheda descrive, nel borgo di fine XI-inizio XII secolo, un muro di cinta con fossato, e l'attuale piazza Mercato aveva l'antico nome di «sopra il muro»; dove oggi sorge palazzo Mannaro Scippa c'era un castello di epoca manfrediana. La Matrice di Santa Maria Assunta conserva nella Cappella del Sacramento la parte più antica, di fine Duecento; la facciata è del 1946. Il nome attuale, ricorda la testata grumonline.it, arrivò con un decreto del 4 gennaio 1863, e il 3 luglio 1914 l'Acquedotto Pugliese portò l'acqua a dieci fontanelle. Il viaggio, nella nostra proposta, finisce qui.

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