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Tre chiese madri, una sola diocesi

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Trani Cattedrale di San Nicola Pellegrino-2804 · foto Isiwal, CC BY-SA 4.0, Commons

Barletta · Trani · Bisceglie · BT

Tre città della provincia di Barletta-Andria-Trani che oggi formano una sola arcidiocesi, Trani-Barletta-Bisceglie: lo ricordano la scheda del Comune di Trani sulla sua cattedrale e un PDF curato da una congregazione religiosa sulla concattedrale di Barletta. È questo il filo più solido del viaggio: tre cattedrali («chiese madri» è formula nostra: il Comune di Trani chiama così la sola cattedrale di Trani, Barletta e Bisceglie sono concattedrali), ciascuna con la sua storia, e intorno castelli, porti e quartieri medievali. Il mare c'è, e le fonti lo nominano: Bisceglie è per il suo Comune «asseragliata sul mare, intorno ad un antico porto», il fossato del castello di Trani era allagato dal mare secondo il FAI, Barletta ha spiagge sabbiose e un porto turistico per italia.it. Nessuna fonte, però, presenta i tre centri come una costa unitaria: il tema costiero è compatibile, non dimostrato. È un viaggio per chi legge le città nelle pietre e nei documenti.

In breve

Durata. 3 giorni.

Il percorso

Giorno 1 — Barletta

Si comincia da una statua di bronzo in corso Vittorio Emanuele, nei pressi della basilica del Santo Sepolcro: in città la chiamano Eraclio, o Aré. La vecchia pagina del Comune la descrive in vesti imperiali tardo romane e bizantine, con la croce nella destra e la sfera nella sinistra, e fissa al 1309 la notizia più antica della sua presenza a Barletta; le gambe furono rifatte nel Medioevo, perché le originali, scrive il Comune, sarebbero state fuse nel Trecento per farne due campane. Su chi rappresenti e su quanto sia alta le fonti non concordano, e qui non si sceglie. La pagina comunale sul Santo Sepolcro colloca la basilica «tra due antichi e importanti assi di comunicazione viaria». Altri legami portano lontano: secondo la Catholic Encyclopedia, fonte d'epoca da riverificare, nel 1190, perduta la Palestina, il titolo della sede di Nazareth passò a Barletta, unita poi a Trani nel 1860. In fondo a via Duomo la concattedrale di Santa Maria Maggiore fu iniziata nel 1126 e proseguita fino al Trecento, secondo una scheda curata da una congregazione religiosa, e la parte anteriore è romanica e quella posteriore gotica. Il castello, che il Ministero della Cultura chiama Svevo, ospita dal 2003 il Museo Civico, istituito nel 1929 e ospitato in origine in un ex convento domenicano del Cinquecento; tra i pezzi, un busto in pietra di Federico II e la bandiera del IX Reggimento garibaldino. Il portale italia.it segnala nel Palazzo della Marra oltre duecento opere di Giuseppe De Nittis. Della Disfida, che Wikivoyage colloca agli inizi del 1503 e il cui monumento ricorda i tredici cavalieri guidati da Ettore Fieramosca, non abbiamo potuto leggere una fonte ufficiale. Il giorno dopo, Trani, sede della stessa arcidiocesi.

Giorno 2 — Trani

La cattedrale di San Nicola Pellegrino sta in piazza Duomo, e il suo colore viene dalle cave: la scheda della congregazione la dice costruita in «pietra di Trani», un tufo calcareo locale rosa chiarissimo, quasi bianco. Per italia.it sorge su una chiesa paleocristiana del V secolo e si articola in chiesa, cripta e ipogeo: la cripta di Santa Maria della Scala ha 28 colonne di marmo, e la grotta di San Leucio, di epoca longobarda, sta circa un metro e mezzo sotto il livello del mare. Il campanile, alto 59 metri, fu completato poco dopo la metà del Trecento. All'interno è conservata, restaurata, la porta bronzea originale di Barisano da Trani, «scultore e fonditore» per il Ministero della Cultura, attivo nella seconda metà del XII secolo; fuori ne sta una copia del 2012, e la scheda ICCD ricorda che lo stesso Barisano firmò anche le porte di Ravello e di Monreale. Di fronte, il castello: per il Ministero faceva parte del sistema difensivo voluto da Federico II a protezione del Regno di Sicilia, fu adeguato alle armi da fuoco nel Cinquecento e nell'Ottocento divenne carcere, uso che per il FAI durò fino al 1974, dopo che tra il 1586 e il 1677 vi aveva sede la Sacra Regia Udienza. Dal 12 ottobre 2022 ospita la collezione della Regina Margherita, donata allo Stato nel 1928 da Vittorio Emanuele III. Al mare guarda anche il diritto: la Catholic Encyclopedia attribuisce ai consoli di Trani gli Ordinamenta maris, un codice marittimo che la Catholic Encyclopedia data al 1063; un intervento accademico del 2015 ricorda che la datazione è contestata.

Tra la cattedrale e il porto, scrive la Fondazione per i Beni Culturali Ebraici, stava la prima Giudecca, oggi quartiere San Donato, con via Sinagoga e via La Giudea. Secondo una tesi dell'Università di Bari, verso il 1160 Beniamino da Tudela vi contava circa duecento famiglie; delle quattro sinagoghe, divenute chiese, restano due edifici, la Scolanova e Sant'Anna, che oggi ospita la sezione di arte ebraica del Museo Diocesano. Le altre due sinagoghe, divenute chiese, ricevettero dediche che l'Arcidiocesi legge come messaggi: Pietro Martire per i Domenicani, impegnati a convertire gli ebrei, e Leonardo, patrono dei prigionieri, per le «catene dell'errore» spezzate. La storia della Scolanova, nota la stessa Arcidiocesi, ricalca una leggenda medievale miniata verso il 1360 in un codice del monastero boemo di Krumau. Gli ebrei furono espulsi nel 1541. Verso il porto italia.it indica le absidi di Ognissanti, del XII secolo. Il giorno dopo, Bisceglie, dove un conte di Trani alzò la Torre maestra.

Giorno 3 — Bisceglie

Alle 8 e alle 12, ogni giorno, dalla Torre maestra suona una sirena: lo scrive il Comune di Bisceglie in una pagina del 2025, che data la torre verso il 1060 e la attribuisce al conte Pietro di Trani. Da lì cominciano i cenni storici del Comune: per quei cenni comunali nel 1063 papa Alessandro II vi istituì la cattedra vescovile, e italia.it ricorda che il centro nacque forse dall'aggregazione di più casali dopo le incursioni saracene. Un casale del territorio torna nella concattedrale di San Pietro, romanica, costruita tra XI e XIII secolo: nella cripta stanno le reliquie dei santi Mauro, Sergio e Pantaleone, che il Comune dice riesumati nel 1167 nel casale di Sagina. Sant'Adoeno, edificata nel 1074, conserva un fonte battesimale dell'XI secolo; Santa Margherita fu costruita nel 1197 fuori dalle mura dalla famiglia Falconi, a croce greca. Il castello, scrive il Comune in una pagina del 2025, è in restauro e visitabile solo dall'esterno. Nel 1498 la città passò in dote con Lucrezia Borgia ad Alfonso d'Aragona; nel 1820 Palazzo Tupputi ospitò la «dieta delle Puglie»; il Teatro Garibaldi, di Giuseppe Albrizio, fu completato nel 1872 e inaugurato con il Rigoletto. Nel Palazzo Vescovile, accanto alla cattedrale, il Museo Diocesano espone tra l'altro un evangeliario del XII secolo e l'«Incoronazione della Vergine» di Paolo de Matteis, del 1716.

Fuori dall'abitato il tempo si allunga. Il Dolmen della Chianca, in contrada Santeramo, risale all'età del Bronzo medio, tra il XVI e il XIV secolo a.C.; per la scheda della Regione e del Ministero fu scoperto nel 1909 da Angelo Mosso e Francesco Samarelli e scavato tra il 1909 e il 1910; del corredo, depredato, restano ceramiche, ambra, osso e bronzi, tra cui una falera in lamina di bronzo che testimonia un corredo ben più ricco, andato perduto. Più indietro ancora porta la Grotta di Santa Croce, lunga 100 metri, con reperti del Musteriano e un femore neandertaliano: la individuò nel 1937 Francesco Saverio Majellaro, a cui è intitolato il Museo Civico Archeologico. Il viaggio, nella nostra proposta, si chiude qui, accanto a un porto che il Comune dice ancora attivo.

BOZZA del 2026-11-08 · solo locale · gate eseguito: PASSA CON CORREZIONI, 16 difetti corretti · non approvato

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