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Dal Monte Cornacchia al tratturo di Lucera

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Alberona · foto Santista1982, CC BY-SA 4.0, Commons

Biccari · Alberona · Volturara Appula · Volturino · FG

Quattro borghi della provincia di Foggia, tutti schedati dal portale Visit Monti Dauni del GAL Meridaunia. Il filo, nelle fonti, è doppio. Il primo è un sentiero: il Sentiero Frassati di Puglia, che cinge il Monte Cornacchia e tocca Biccari. Il secondo è una strada d'erba: il Regio Tratturo Castel di Sangro-Lucera, che il GAL Meridaunia segnala ad Alberona e a Volturino, il Comune di Volturara Appula nel proprio territorio e la scheda del Ministero della Cultura all'origine della forma di Volturino. Il Sentiero Frassati, tra i quattro paesi, tocca solo Biccari. È un viaggio per chi cammina e per chi legge i paesi dalla loro forma.

In breve

Durata. 4 giorni.

Il percorso

Giorno 1 — Biccari, il borgo

La giornata comincia sotto la Torre Bizantina, a pianta cilindrica, che il Comune di Biccari indica come uno degli avamposti a difesa della via Traiana: la torre, per il Comune, era una sentinella sulla strada. Il suo nome, «Vicari», compare per la prima volta in un atto dell'agosto 1054, con cui la vedova Sikelgaita dona beni al monastero di San Pietro in Vulgano; il normanno Pagano, ufficiale di Roberto il Guiscardo, prese poi il borgo e lo fortificò. Al secondo piano della torre, dal 28 novembre 1999, c'è il Museo Etnografico della Civiltà Contadina, con sale sulla casa contadina, sull'agricoltura e la pastorizia, sulla devozione popolare. Il secondo tempo del borgo è feudale. Nel Quattrocento il signore Matteo Stendardo fece erigere la croce viaria di Porta Pozzi nel 1473, e il convento di Sant'Antonio, che nel 1811 divenne caserma per decreto di Gioacchino Murat e nel 1819 tornò al culto. Nel 1534 Marcello Caracciolo ottenne da Carlo V il titolo di conte di Biccari e fece costruire il palazzo signorile che oggi ospita il Municipio. La Chiesa Madre di Maria SS. Assunta mostra come si ricostruisce: la chiesa fondata con la bolla del 2 dicembre 1609 fu abbattuta per cedimenti, e quella attuale, neoclassica, a tre navate e dieci cappelle, fu progettata da Anselmo Gasparri e Federico De Nunzio, con lavori iniziati nel 1850. Dentro, una Pietà dipinta nel 1584 da Giovanni Orazio De Luca. Il giorno dopo si sale verso il bosco.

Giorno 2 — Bosco Cerasa e Monte Cornacchia

Il territorio di Biccari è più antico del borgo: il Comune vi segnala un insediamento neolitico a oltre 700 metri, in località Boschetto, lungo il torrente Organo. Il GAL Meridaunia, che cura il portale Visit Monti Dauni, descrive il Bosco Cerasa, circa 310 ettari di foresta con sentieri, aree attrezzate, punti di osservazione e un parco avventura. Sopra sta il Monte Cornacchia, 1.151 metri, che la stessa fonte indica come la cima più alta della Puglia, con un piccolo rifugio in vetta. Il perché della giornata è un sentiero intitolato a una persona: il Sentiero Frassati di Puglia, dedicato a Pier Giorgio Frassati (1901-1925), che la Puglia adottò nel 2011 su proposta della sezione CAI di Foggia. Cinge il Cornacchia e lega Biccari a Roseto Valfortore, Castelluccio Valmaggiore, Celle di San Vito e Faeto; per l'associazione Sentieri Frassati è un anello di circa 41 chilometri, con 1.400 metri di dislivello e difficoltà E, inaugurato il 4 settembre 2011. Il tratto che riguarda Biccari, secondo il GAL, sale da Roseto alla vetta e scende verso il Bosco Cerasa, ed è tra i due più impegnativi dell'anello. Il nome del monte torna il giorno dopo: per la scheda del Ministero della Cultura il centro storico di Alberona ricade nel sito Natura 2000 «Monte Cornacchia - Bosco Faeto».

Giorno 3 — Alberona

Alberona sta a 732 metri sulle pendici del monte Stilo, che secondo la scheda ministeriale del centro storico domina il Tavoliere. La scheda la classifica come borgo «a terrazzo», e la parte bassa, S. Martino e Ripa, conserva l'impianto medievale: vicoli stretti, scale ripide, case su terrazzi verso la valle. Il filo del paese, per la scheda, è un ordine cavalleresco. La scheda lega la sua storia, tra XII e XIII secolo, ai Templari, che qui avevano vasti terreni; secondo alcuni, aggiunge, la loro domus potrebbe nascere dalla donazione della chiesa di Santa Maria di Vulgano o Bulgano da parte di Corrado conte di Molise, all'epoca di Enrico VI. Dopo la soppressione dei Templari il feudo passò all'Ordine di San Giovanni, i Cavalieri di Malta residenti a Barletta, fino all'abolizione napoleonica dei diritti feudali nel 1809. I segni sono ancora leggibili: il campanile della Chiesa Priorale, già usato come torre militare dai Templari, e in facciata una lastra con lo stemma dei Cavalieri di Malta; poi la Torre del Gran Priore. Nella seconda metà del Cinquecento fu priore e signore di Alberona Giovanni Vincenzo Gonzaga, figlio di Ferrante I e poi cardinale, che promosse opere pubbliche e arredi per la Priorale. Un dettaglio dice come si costruisce sul costruito: «sui resti della cinquecentesca chiesa dedicata a San Rocco fu realizzato il palazzo Cassitto», nel Settecento, attorno a un cortile con giardino pensile. La Fontana Muta e le altre fontane monumentali sono dell'Ottocento, e il GAL chiama Alberona «paese dell'acqua»; lo stesso GAL vi segnala il Regio Tratturo Castel di Sangro-Lucera, che domani ritroveremo.

Giorno 4 — Volturara Appula e Volturino

Volturara Appula sta su una collina a pochi chilometri dal Fortore, tra boschi e sorgenti di acqua sulfurea, e il Comune spiega con la strada la sua fortuna medievale: fu un florido centro amministrativo perché stava su una via di passaggio delle carovane. Fu sede vescovile fino al 1818 e, dopo la caduta di Murat, un centro «carbonaro» attivo. Tra i feudatari il Comune e il GAL nominano Gonzaga, Carafa, Caracciolo e Pignatelli, in ordine diverso; ai Caracciolo il Comune lega il Palazzo Ducale del Cinquecento. Il Comune data la Cattedrale al XIII secolo e la ascrive al romanico pugliese. Il Comune segnala nel territorio anche il Tratturo Regio Castel di Sangro-Lucera.

Volturino, ultimo contrafforte dei Monti Dauni per la sua scheda ministeriale, è un borgo «di crinale, difensivo» su un poggio a 735 metri, tra i torrenti Marano e Faticosa. La forma segue la strada: le case corrono parallele alla via principale, detta «Piazza», e scendono sui pendii est e ovest; il paese controllava un'antica pista tratturale, oggi il tratturo Lucera-Castel di Sangro. Fu un casale di Montecorvino; all'inizio del Trecento lo occuparono i Templari insieme a Serritella, poi passò alla Corona nella Baronia di Montecorvino e, nel 1628, ai Montalto di Fragnito, che lo tennero fino all'eversione della feudalità. Il GAL racconta che nel Quattrocento il paese crebbe con gli abitanti di Montecorvino in fuga dagli scontri tra angioini e aragonesi. Accanto alla parrocchiale di Santa Maria Assunta sta il Palazzo Baronale; una croce in ferro battuto su base di pietra viene, per la scheda, dall'antica Badiale. Il viaggio, nella nostra proposta, si chiude con l'antica Montecorvino, la città scomparsa di cui Volturino fu un casale: il GAL ne elenca i resti della torre e della cattedrale tra i luoghi di Volturino (posizione e accesso da verificare presso Comune e Soprintendenza ABAP Foggia).

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