BOZZA solo locale · non approvata · logo e marchio segnaposto, in attesa della Titolare
★ 0 strutture raccontateITEN

Pietra e mare a sud di Bari

BA3 comunibozza
Polignano a Mare - Grotta Palazzese dal mare · foto Lucamato, CC BY-SA 4.0, Commons

Mola di Bari · Polignano a Mare · Monopoli · BA

Tre centri sulla costa a sud di Bari, tutti in provincia di Bari, che, nella nostra sintesi delle fonti, hanno tratti comuni: un nucleo antico chiuso da mura, un porto o una scogliera, una difesa rivolta al mare. Il filo regge sui documenti. Contro i pirati, secondo il portale italia.it, fu costruito il castello di Mola; esposta ai pirati era Monopoli marinara in età bizantina e normanna, per la scheda del Ministero della Cultura; e per le schede ministeriali Polignano fu sotto Venezia tra il 1494 e il 1530, Monopoli dal 1456 e poi, dal 1509, sotto la Spagna. È un viaggio per chi vuole leggere la costa attraverso le pietre: castelli, chiese, porte. Le fonti su Monopoli e Polignano sono più ricche di quelle su Mola, e il racconto ne segue il peso.

In breve

Durata. 3 giorni.

Il percorso

Giorno 1 — Mola di Bari

Si comincia dal castello, sul lungomare Dalmazia. La scheda del catalogo ministeriale lo descrive in tufo carparo, con un cortile interno e l'ingresso sotto un portale ad arco ribassato aperto sul bastione sud; il primo documento che lo nomina è del 1123, l'edificio è di proprietà del Comune e le sue murature risultano in stato mediocre. Il perché sta nel mare: italia.it scrive che fu costruito proprio come fortezza contro i pirati, e la scheda ministeriale registra interventi nel 1508. Il centro storico, secondo la scheda del Ministero, coincide con l'antico nucleo medievale, e le sue mura furono rinforzate sotto Carlo V. In via San Nicola, angolo via Vittorio Veneto, sta la Chiesa Matrice di San Nicola, sorta per diploma di Carlo I d'Angiò sulle rovine di un'altra chiesa e consacrata nel 1618; la sua scheda ricorda il portale su cariatidi, il rosone e, sotto il presbiterio, una cripta che era un ipogeo per le sepolture. In piazza XX Settembre il Palazzo Alberotanza, detto anche Palazzo Roberti, è del 1783, su progetto di Vincenzo Ruffo. Il resto della città ha fonti più deboli: per Britannica da qui partirono crociati nel Medioevo e qui lavorarono concerie e fabbriche di sapone e di bottoni; italia.it la chiama seconda marineria della provincia e nomina la Festa della Madonna d'Altomare e la Sagra del Polpo, senza date. Lo stemma comunale, dice lo statuto, porta San Michele che colpisce il dragone. Il giorno dopo, la scogliera.

Giorno 2 — Polignano a Mare

Polignano sta, per italia.it, sul ciglio di un'alta scogliera; la scheda ministeriale del centro storico misura il promontorio a circa 24 metri sul mare, poco più di 30 km a sud di Bari, esposto a est. Il territorio è abitato da molto: la stessa scheda segnala tracce del Paleolitico in località Ripagnola e testimonianze neolitiche più numerose. Si ritiene, sempre secondo la scheda, che qui sia sorta nel IV secolo a.C. una Neapolis peuceta, sub colonia di Siracusa, e che il centro sia poi diventato una statio della via Traiana tra Roma e Brindisi: è quella strada a spiegare il ponte su Lama Monachile, che italia.it dice costruito su un ponte romano della Traiana. Lama Monachile è la piccola spiaggia che divide la scogliera in due, in fondo ai vicoli. Si entra nel paese dall'Arco Marchesale, la Porta Grande, che italia.it data al Cinquecento e indica come unico accesso fino al 1780; per la scheda del Ministero la porta e un tratto di mura su piazza Garibaldi sono quanto resta delle mura dell'età marchesale, dopo che tra il 1494 e il 1530 il centro era stato due volte sotto Venezia. Il 28 novembre 1786 Ferdinando IV approvò il nuovo borgo, esteso verso Monopoli e verso Mola. Sotto la scogliera il mare ha scavato una ventina di grotte, scrive italia.it, e in quella dell'Ardito ha lasciato una colonna naturale. Nell'ex mattatoio comunale, presso il lungomare sud, c'è il museo dedicato a Pino Pascali, nato qui nel 1935 e morto nel 1968, istituito nel 1998; la pagina del Ministero, non datata, dà orari dal mercoledì alla domenica, dalle 16 alle 20, da verificare. Fuori dal centro, il villaggio di San Vito conserva un'abbazia che il FAI dice fondata con tutta probabilità nel X secolo da monaci basiliani, seguiti dai benedettini; una leggenda la lega alle reliquie del santo portate da Salerno. Sempre secondo il FAI, passata al Regio Demanio nel 1785, fu venduta dallo Stato nel 1866 ai marchesi La Greca, ancora proprietari: è proprietà privata, le visite vanno verificate. Nei campi intorno la Fondazione Slow Food tutela le carote di Polignano, multicolori, seminate tra il 15 agosto e il 15 settembre da sementi custodite dalle famiglie. Il giorno dopo, Monopoli.

Giorno 3 — Monopoli

Il porto entra nel centro storico, con gli edifici costruiti sui moli: così lo descrive la scheda del Ministero, che spiega anche il ripopolamento medievale con gli esuli della distrutta Egnazia. Nell'XI secolo l'antico porto naturale si insabbiò, per cause non chiare, e Monopoli divenne sede vescovile; nel 1456 la occuparono i Veneziani, nel 1509 gli Spagnoli. Fino all'Ottocento, scrive ancora la scheda, fu il principale centro di esportazione dell'olio del Regno di Napoli, e italia.it lega ai guadagni dei commerci la ricostruzione settecentesca di molte chiese. La cattedrale, fondata nel 1107 e ricostruita nel Settecento, custodisce un'icona bizantina, la Madonna della Madia, che la leggenda raccolta da italia.it vuole arrivata dal mare su una catasta di tronchi, poi usati per le capriate. Wikipedia ricorda il crollo della torre campanaria superstite nel 1686, con quaranta morti. In vico Amalfitano la chiesa di Santa Maria degli Amalfitani, attestata nel 1179, fu eretta secondo il Ministero per voto dei marinai di Amalfi; sull'abside esterna ha colonne con capitelli romanici e un cornicione con animali fantastici e mascheroni, e un'iscrizione in cripta racconta che nel 1509, vedendo la nave in pericolo di naufragio, i naviganti invocarono la Vergine e il mare si calmò. Sul promontorio di Punta Pinna il castello di Carlo V ingloba, per la scheda ministeriale, la chiesa di San Nicola de Pinna; museionline vi segnala uno stemma in pietra con la data 1552 e il nome del viceré Don Pedro di Toledo. Palazzo Palmieri, per italia.it, ha più di cento sale e fu Istituto d'Arte fino al 1990; il Comune cita i rifugi antiaerei di piazza Vittorio Emanuele II, con una mostra permanente, e la chiesa rupestre dello Spirito Santo, del X secolo. Su una penisola tra due insenature, il castello di Santo Stefano, del 1086 secondo italia.it, è oggi privato: le visite vanno verificate. Il viaggio, nella nostra proposta, finisce sul porto.

BOZZA del 2026-11-08 · solo locale · gate eseguito: PASSA CON CORREZIONI, 13 difetti corretti · non approvato

← Terre di badesse e di cavalieriLa conca di Bari e le terre degli arcivescovi →