Bari · Modugno · Bitritto · Valenzano · Capurso · BA
Cinque comuni della provincia di Bari: il capoluogo e quattro centri dell'entroterra immediato. Nessuna fonte li lega in un itinerario, e il raggruppamento è nostro. Un filo però le carte lo mostrano. Modugno, scrive il suo Comune, sta nella «conca di Bari» e fu feudo degli arcivescovi baresi; feudo dell'arcivescovo di Bari fu anche Bitritto; l'abbazia di Ognissanti di Cuti, a Valenzano, passò nel 1295 alla Basilica di San Nicola, e il suo primo abate ne fu anche rettore. Nella nostra lettura, è un viaggio per chi vuole vedere come una città medievale si allungava sulle campagne vicine. Il filo regge per Modugno, Bitritto e Valenzano; per Capurso le fonti lette dicono poco, e il racconto ne tiene conto.
In breve
Durata. 4 giorni.
Il percorso
Giorno 1 — Bari Vecchia
La città antica occupa la penisola tra i due porti, dentro le vecchie mura; il nome «Vecchia», ricorda il portale italia.it, nacque nell'Ottocento per distinguerla dalla città nuova. Il suo centro ha una causa precisa. Secondo l'Enciclopedia dell'Arte Medievale, nel 1011 il catapano Basilio Mesardonite vi costruì una cittadella fortificata, con la residenza, gli uffici e quattro chiese; nel 1087 l'abate Elia avviò la nuova chiesa per le reliquie di san Nicola, portate da tre navi baresi, proprio sul luogo della cittadella demolita. Il potere bizantino lasciò il posto al santo. L'Enciclopedia Italiana del 1930 dà la basilica completata nel 1108 e ricorda il concilio del 1098, con 198 vescovi. Dentro, la cattedra detta di Elia è oggi datata, per ragioni di stile, alla seconda metà del XII secolo, e il ciborio porta una formella smaltata con l'incoronazione di Ruggero II, di circa il 1135. La Cattedrale di San Sabino, parzialmente distrutta nel 1156 da Guglielmo il Malo, fu ricostruita dal vescovo Rainaldo sul modello di San Nicola; accanto, la «Trulla» fu probabilmente il battistero medievale. Italia.it conta nel quartiere 40 chiese e cappelle, 120 edicole votive e due antiche sinagoghe nell'ex quartiere ebraico. San Marco dei Veneziani, per l'Enciclopedia Italiana, ricorda l'assedio del 1002 respinto con la flotta del doge Pietro Orseolo II; la Vallisa, per l'Enciclopedia dell'Arte Medievale, dell'inizio dell'XI secolo, fu snaturata dai restauri del 1962. Il giorno dopo, il castello e la città nuova.
Giorno 2 — Bari, il castello e il borgo murattiano
Il Castello svevo si apre su piazza Federico II di Svevia. La pagina di cultura.gov.it racconta che Federico II lo riprese tra il 1233 e il 1240, che Carlo d'Angiò rafforzò l'ala nord, allora lambita dal mare, e che nel Cinquecento Isabella d'Aragona e Bona Sforza lo chiusero in una cinta bastionata e ne fecero una dimora rinascimentale con doppia scalinata; in età borbonica fu carcere e caserma. Si entra dal portale federiciano, attraverso la torre detta «dei Minorenni». Nell'androne, annota l'Enciclopedia dell'Arte Medievale, restano le firme di Mele da Stigliano, Ismahel e Minerrus de Canusia. Nell'ala ovest la Gipsoteca conserva i gessi del 1911 di Pasquale Duretti e Mario Sabatelli, fatti per l'Esposizione Etnografica Regionale del Cinquantenario, e al pian terreno due piccole aree di scavo mostrano strutture bizantine. Il castello è chiuso il lunedì e aperto dal martedì al sabato dalle 9 alle 19 e la domenica dalle 9 alle 13.30 (fino alle 19 dal 1° aprile al 30 settembre), secondo la pagina letta il 2026-11-08. Fuori dalle mura, il borgo murattiano ebbe la prima pietra il 25 aprile 1813. In città, in via Spalato 19, la Pinacoteca metropolitana, fondata nel 1928, porta dal 2002 il nome di Corrado Giaquinto, di cui espone sette opere; il Teatro Petruzzelli, del 1903, fu ricostruito dopo un incendio e ha ripreso l'attività nel 2009. Dopo il 1464, ricorda l'Enciclopedia Italiana, Bari passò agli Sforza; il ducato arrivò poi a Isabella, vedova di Gian Galeazzo, e alla figlia Bona: le signore del castello segnano anche la tappa successiva.
Giorno 3 — Modugno
Modugno sta nella periferia sud-occidentale del capoluogo, su un terreno quasi piano che sale verso la Murgia; la sua pagina comunale ricorda che fino al 1928 il territorio arrivava al mare, a Palese, poi passato a Bari. Il primo documento, del maggio 1021, è un contratto per una vigna, e il periodo di Isabella d'Aragona e Bona Sforza è per il Comune quello del «maggiore splendore». La scheda ministeriale del centro storico attribuisce al 1347, in pieno dominio angioino, una seconda muraglia, e indica tra gli edifici di pregio Palazzo Cesena. Il campanile della chiesa matrice, costruito dopo il 1604 su progetto di Bartolomeo dell'Amendolara, fu a lungo creduto romanico: per il Vinaccia, citato dalla scheda, è un revival, colpito dai fulmini nel 1622, nel 1726 e nel 1935. A circa 3 km a sud, sulla provinciale per Bari, il casale fortificato di Balsignano ha, secondo la scheda ministeriale del 2024, una cinta esterna di oltre 500 metri con torri quadrate e una interna con chiese e castello; nel 2011 si sono trovate le fondazioni di due torri oltre alle cinque visibili. Il FAI aggiunge che nel 1092 fu donato all'abbazia benedettina di Aversa. Lungo la Lama Lamasinata il santuario rupestre della Madonna della Grotta, citato nel 1189, è una laura nella roccia. Verso il 1125 vi visse circa due anni il pellegrino bavarese Corrado, in uno speco di circa otto metri; morì nel 1127 e il corpo fu portato a Molfetta. Gli scavi seguiti al 1974 hanno restituito un Compianto affrescato tra 1290 e 1310 e un pavimento musivo del XII secolo, bianco e rosso. Il vincolo paesaggistico del 1985 sul «territorio delle lame», ricordato dalle schede dei centri storici, riguarda Modugno e anche Valenzano.
Giorno 4 — Bitritto, Valenzano, Capurso
A Bitritto il castello è sede del Municipio e della Biblioteca. Per la scheda ministeriale potrebbe essere il nucleo del casale «Vitrictum» di un documento del 1070; in età normanna fu un castrum con tre torri, verso il 1350 lo modificò l'arcivescovo Bartolomeo Carafa, e oggi ha pianta trapezoidale con due torri. La Chiesa Matrice della Madonna di Costantinopoli, scrive il Comune, è legata alla fine di un'epidemia di peste e fu ricostruita nel Settecento con i fondi dei cittadini.
A Valenzano il centro, per la scheda del Ministero, era cinto nel XII secolo da mura quadrangolari con tre porte; restano una torre del castello e la chiesa di San Pietro, oggi del Padre Eterno. In campagna, sulla strada tra Capurso e Ceglie, la chiesa di Ognissanti di Cuti è ciò che resta di un monastero benedettino smantellato nel 1737: tre navate, tre absidi e, all'esterno, tre cupole che appaiono come piramidi a base quadrata. Ne è detto fondatore il presbitero Eustasio per il Dizionario Biografico degli Italiani, Eustazio per la scheda del Ministero; il Dizionario lo dice «fundator et abbas» in una bolla del 1115, che dal 1105 fu anche rettore di San Nicola: la conca torna a Bari. Una fonte privata, da riverificare, dice la Processione dei Misteri ininterrotta dal 1675.
Capurso, per la sua scheda ministeriale, ha un nucleo quasi ellittico un tempo cinto da mura e fossato e dominato da un castello, con vicoli a scale esterne detti «gaifo» o «vignale». Il santuario della Madonna del Pozzo è del Settecento; un ex voto del 1820 ricorda un fulmine caduto mentre i padri recitavano l'Ufficio. Nel 2014 il paese è stato proclamato «Civitas Mariae». Il viaggio, nella nostra proposta, finisce qui.
BOZZA del 2026-11-08 · solo locale · gate eseguito: PASSA CON CORREZIONI, 12 difetti corretti · non approvato