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Dal Carapelle alla loggia delle Puglie

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Marmi policromi di Ascoli Satriano, grifi, IV secolo ac. 04 · foto Folegandros, CC BY-SA 3.0, Commons

Ascoli Satriano · Candela · Rocchetta Sant'Antonio · Sant'Agata di Puglia · FG

Quattro comuni della provincia di Foggia. Il filo che li lega è più storico che tematico: Ascoli Satriano sta su tre colli sopra la valle del Carapelle, Candela tra Ofanto e Carapelle, Sant'Agata a circa ottocento metri nel Subappennino Dauno meridionale. Lungo la strada tornano gli stessi nomi: i Doria, feudatari a Candela e poi a Rocchetta; e nel Museo Diocesano di Ascoli una croce che viene da Rocchetta. Il tema ipotizzato, «borghi e campagna», regge solo in parte: le fonti parlano di centri storici, castelli e reperti, quasi mai di campagna. Avvertenza: di Rocchetta si sa poco. L'ordine delle tappe è una nostra proposta.

In breve

Durata. 3 giorni.

Il percorso

Giorno 1 — Ascoli Satriano, tra Largo Castello e Largo Cattedrale

Il centro di Ascoli Satriano occupa tre colli sopra la valle del Carapelle, a circa 425 metri, secondo la scheda del Ministero della Cultura dedicata al centro storico. È l'antica Ausculum: la stessa scheda registra tracce dal Neolitico e dall'età del Bronzo, ma indica come più documentata la fase daunia, tra VIII e III secolo a.C. Il medioevo vi passò con le armi: la scheda ricorda la rivolta del 1040 contro il catapano bizantino Niceforo Doceano e la battaglia sull'Ofanto del 4 maggio 1041, che assicurò ai Normanni il dominio delle Puglie. Il paese ha due poli. Da una parte Largo Castello, con il palazzo feudale che, secondo una guida del 2008 realizzata con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, fu fondato nel Medioevo e ricostruito dai Marulli nel 1679; la scheda ministeriale spiega come ci arrivarono: Ascoli, infeudata nel 1530 ad Antonio de Leyva, passò poi ai duchi Marulli. Dall'altra Largo Cattedrale, con la Chiesa di Maria Santissima della Natività, che la scheda della Soprintendenza descrive a croce latina, tre navate in pietra a vista, cupola, una facciata con tre portali a protiri pensili e alcune colonne di reimpiego.

La storia della cattedrale è una sequenza di vescovi e di cantieri: Marco Lando la ampliò tra il 1567 e il 1593, nel 1871, dopo un terremoto, la ristrutturò il vescovo Leonardo Todisco Grande, tra il 1980 e il 1988 se ne consolidò la cupola. Accanto stanno il Palazzo Vescovile, con il giardino pensile e i soffitti affrescati, e il Seminario, costruito tra il 1737 e il 1744. Quanto ai terremoti, quello del Vulture, il 23 luglio 1930, portò distruzioni e vittime; dopo quello del 23 novembre 1980 furono restaurati la Cattedrale, le chiese dell'Incoronata, della Misericordia e di San Rocco, il Palazzo della Pretura. La scheda del centro storico registra anche l'altra frattura del paese, l'emigrazione, con un picco tra il 1903 e il 1914. Il giorno dopo si resta ad Ascoli, nell'ex monastero di Santa Maria del Popolo.

Giorno 2 — Ascoli Satriano, il museo; Candela

Nell'ex monastero di Santa Maria del Popolo il Touring indica il polo museale nato dalla fusione del Museo diocesano e del Museo civico archeologico Pasquale Rosario. Al primo piano, secondo museionline.info, la mostra «Policromie del sublime» espone i marmi policromi della seconda metà del IV secolo a.C. Il comunicato della Soprintendenza archeologica di Roma del 2009 li descrive: un grande cratere con l'impronta di una decorazione in oro a foglie d'edera, un trapezoforo con due grifoni che uccidono un cervide, un podanipter con le Nereidi che portano le armi di Achille su mostri marini. Due di questi pezzi sono tornati da lontano: lo stesso comunicato racconta un fascicolo processuale aperto nel 1978, lo scavo clandestino ammesso da un cittadino, i grifoni e il podanipter acquistati dal J. Paul Getty Museum e restituiti nel 2007; altri erano rimasti per anni nel Museo Civico di Foggia. La funzione originaria è discussa: il comunicato del 2009 li dice funerari; lo studio di C. Gasparri e P. G. Guzzo, del 2005, lascia aperta la domanda del suo titolo, «tomba o palazzo?», e ipotizza per la trapeza con i grifi un edificio palaziale. Nel museo c'è anche una sala per i mosaici della villa di Faragola, che una scheda del FAI del 2007 descrive come insediamento rurale romano e tardoantico, scavato dal 1997, con una cenatio estiva e pavimenti in opus sectile; lo stato attuale del sito non lo abbiamo trovato. Al piano superiore, il Museo Diocesano conserva secondo museionline.info una piccola pace d'argento con la Madonna della Purificazione e una croce di ebano e mogano, intarsiata d'avorio e madreperla, venuta da Rocchetta Sant'Antonio.

Candela, nella nostra proposta, occupa il pomeriggio. Sorge sulle colline di San Rocco e San Tommaso, tra Ofanto e Carapelle, e per la scheda del Ministero appartiene alla stessa diocesi di Ascoli, Cerignola-Ascoli Satriano. La sua prima attestazione è un atto del 1066 che nomina il «castellum quod Candela dicitur»; nel 1107 la chiesa di Sant'Angelo fuori le mura fu donata all'abbazia di Cava insieme a un privilegio di mercato. Nel 1531 il feudo passò ad Andrea Doria, e la scheda parla di un lungo periodo di prosperità. Ne restano il palazzo Doria, la Chiesa Madre di Santa Maria della Purificazione, le chiese del Purgatorio e di San Tommaso, e lungo Corso Vittorio Emanuele III i palazzi dell'Ottocento e del Novecento. Dai Doria il filo porta a Rocchetta.

Giorno 3 — Rocchetta Sant'Antonio e Sant'Agata di Puglia

Per italia.it Rocchetta Sant'Antonio è l'ultimo paese della provincia di Foggia al confine con Campania e Basilicata. Di questo comune le fonti aperte dicono poco, e nessuna è una scheda ministeriale. Il Castello D'Aquino, secondo museionline.info, fu fatto erigere all'inizio del Cinquecento da Ladislao II d'Aquino, marchese di Corato, «più per diletto e sfarzo che per difesa»; caduti gli Aragonesi, Ladislao perse il feudo, che nel 1609 passò ai Doria, e nel 1849 i Doria vendettero il castello ai Piccolo. Italia.it riporta, al condizionale, l'ipotesi di un disegno di Francesco di Giorgio Martini. Secondo italia.it (che il Touring ripete) la Chiesa Matrice fu eretta tra il 1754 e il 1768, conserva la Madonna del cardellino di Giaquinto e ha un campanile con una piccola cupola rivestita di maiolica; era intitolata in origine a Sant'Antonio Abate, oggi all'Assunzione.

Sant'Agata di Puglia sta a circa ottocento metri, e la scheda del Ministero ne indica il primo nucleo nella Rocca. Il soprannome, secondo italia.it, viene dal panorama che si apre dal castello: «loggia delle Puglie». Il Castello Imperiale, per la scheda del catalogo, nasce come gastaldato longobardo e avamposto del Ducato di Benevento; nel 1133 passò ai Normanni, Federico II tra il 1239 e il 1250 obbligò gli abitanti a ripararlo, Carlo I d'Angiò nel 1279 lo ristrutturò «con il metodo federiciano», Orsini e Loffredo lo trasformarono in palazzo gentilizio; nel 2000 lo ha acquistato il Comune. Sotto, italia.it descrive un centro storico raccolto in un solo nucleo di vicoli, case in pietra e portali con stemmi, e nomina le chiese di San Nicola, Sant'Agata, Sant'Andrea e San Michele Arcangelo. Secondo la pagina del Touring (2023), la Bandiera Arancione ha come motivo «l'armonia e l'omogeneità architettonica del centro storico». Il viaggio, nella nostra proposta, si chiude qui, a circa ottocento metri.

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