Taurisano · Ruffano · Supersano · Collepasso · LE
Quattro paesi del Salento, tutti in provincia di Lecce, due dei quali le fonti collocano sulle Serre salentine: Ruffano sul fianco della sua Serra, Supersano con le masserie ai piedi delle serre. Il filo che le carte reggono davvero non è l'olio ma la Chiesa: Taurisano, Supersano e Torrepaduli erano già prima del 1818 sotto il vescovo di Ugento, e lo sono ancora oggi; e ci sembra che a Taurisano, Ruffano e Supersano affiori il mondo greco, con una meridiana che Wikipedia descrive con le ore in caratteri latini e greci, preti di rito greco, iscrizioni greche in una cripta. L'olio entra solo come paesaggio, negli ulivi delle Serre e in un uliveto secolare del Parco Paduli; di coltivazioni in serra nessuna traccia. È un viaggio per chi accetta paesi piccoli e una documentazione disuguale: Ruffano è ricco di carte, Supersano e Collepasso ne hanno poche, e il racconto lo rispetta.
In breve
Durata. 3 giorni.
Il percorso
Giorno 1 — Taurisano
Sulla facciata di Santa Maria della Strada, chiesa che Wikipedia data tra la metà del Duecento e l'inizio del Trecento, in forme romanico-pugliesi, l'architrave del portale porta un'Annunciazione e il portale ha due animali accovacciati; accanto al campanile una meridiana bizantina segna le ore in caratteri latini e greci. La diocesi di Ugento, che la elenca tra i suoi santuari, in corso Umberto I, la descrive come una chiesa medievale dalla facciata importante, e a quella facciata è dedicato un saggio di Margherita Pasquale uscito nel 2013, che non abbiamo letto. Clero e fedeli di Taurisano, ricorda la diocesi, erano già prima del 1818 sotto il vescovo di Ugento, e lo sono ancora oggi. In questo paese nacque intorno al 1585, secondo il Galileo Project della Rice University, Giulio Cesare Vanini, figlio di un funzionario e di una nobildonna spagnola. Studiò a Napoli dal 1599, si fece carmelitano, passò per Padova, fuggì in Inghilterra nel 1612, poi Genova, Parigi, Tolosa; il De admirandis, pubblicato nel 1616, gli costò la condanna, e il 9 febbraio 1619 fu giustiziato a Tolosa sotto lo pseudonimo di Pompeo Uciglio. Fu tra i primi, nota la stessa fonte, a trattare la natura come una macchina retta da leggi. Un secolo e mezzo più tardi il paese mostra un'altra autorità: nel Palazzo Lopez y Royo una scheda del Ministero della Cultura registra un rilievo di proprietà comunale con lo stemma e l'iscrizione «MICHAEL LOPEZ Y ROYO / TERTIUS DUX / TAURISANI / A.D. 1770»; Wikipedia data al 1770 il completamento del Palazzo Ducale, sopra un castello angioino. Nel territorio la stessa enciclopedia indica il megalite di Specchia Silva, il menhir di Sanjetti e i resti della cappella bizantina di San Donato. Taurisano confina con Ruffano, la tappa del giorno dopo.
Giorno 2 — Ruffano e Torrepaduli
Ruffano sta a mezza costa: la scheda del Ministero della Cultura lo descrive come un insediamento di mezzacosta sul fianco orientale della Serra che porta il suo nome. In piazza del Popolo stanno insieme la parrocchiale e il Castello Brancaccio, il cui nucleo più antico, tardo quattrocentesco, ha pianta quadrangolare con corte centrale. Il paese crebbe soprattutto tra Cinquecento e Settecento, in case turrite con scala esterna, case a corte e dimore palazziate dai portali in pietra locale. Dietro quelle facciate stanno i passaggi di feudo che la scheda elenca: dagli Antoglietta ai Filomarino, poi ai Brancaccio; nel 1656 Carlo Brancaccio aggiunse le baronie di Torre Paduli e Cardigliano, nel 1695 i tre feudi furono espropriati e acquistati dal nipote Francesco d'Amore, nel 1753 passarono ai Ferrante fino all'eversione della feudalità. La chiesa matrice, dedicata alla Natività della Vergine, conserva secondo il portale italia.it tele settecentesche di Saverio Lillo e altari barocchi; la diocesi ricorda l'altare del Sacramento voluto dalla confraternita omonima, e il suo archivio storico quello dell'Immacolata della famiglia Grassi, del 1713. La stessa diocesi registra un dato che pesa: a Ruffano ci furono preti di rito greco fino al Seicento, mentre i Cappuccini vi si stabilirono nel 1621. Figlio di un prete di rito greco era Scipione Mogavero, nato qui intorno al 1564: a Napoli incontrò i gesuiti, dal 1586 chiese le missioni in India e in Giappone e là, con il nome di Francesco Perez, operò accanto a Paolo Miki; sfuggito alla cattura, passava il giorno in un'abitazione sotterranea e la notte tra i fedeli, e morì nel maggio 1602, non martire.
Wikipedia segnala nel territorio la Grotta della Trinità, frequentata dal Neolitico e poi da monaci eremiti, con resti di affreschi bizantini. A Torrepaduli, la frazione, i Carmelitani giunsero nel 1560; il convento, soppresso da Innocenzo X nel 1652 e ripristinato nel 1659, fu soppresso di nuovo nel decennio francese, e dopo il 1818, per la diocesi, il santuario di San Rocco divenne centro di devozione popolare. Nei campi intorno italia.it descrive la campagna delle Serre con ulivi, masserie, pajare e truddhi: proprio le masserie sono il tema della giornata seguente.
Giorno 3 — Supersano e Collepasso
Supersano riceve meno righe perché le fonti ufficiali dicono poco della sua storia; quel poco però spiega il paesaggio. Una scheda del Ministero della Cultura sul Parco Paduli, di cui Supersano è uno dei dieci comuni, osserva che le masserie ai piedi delle serre si trovano in particolare qui, lungo le strade più frequentate, in zone ventilate e lontane dalle aree paludose dove c'era la malaria; la stessa scheda parla di un uliveto secolare di 5.500 ettari e di canali che portano le acque alle vore. Un altro paesaggio, invece, è scomparso: il Bosco Belvedere, scrive italia.it, foresta di origine post-glaciale che comprendeva sedici paesi, fu disboscato a partire dalla seconda metà del Settecento e nel corso dell'Ottocento. Il portale cita un Museo del Bosco, un castello normanno nel centro storico rimaneggiato nel Rinascimento e la chiesa madre di San Michele, del Settecento, senza date né feudatari verificabili. Sulla provinciale per Casarano sta il santuario della Beata Vergine di Coelimanna, del 1746, oggi santuario diocesano, con una cripta rupestre che conserva affreschi di santi e iscrizioni greche e latine; poco oltre il santuario, secondo il portale, nel 2008 è stato inaugurato il Parco naturale della Serra di Coelimanna, per riqualificare gli antichi tratturi.
Collepasso, ultima tappa nella nostra proposta, è la più povera di fonti: non compare tra i comuni della diocesi di Ugento, il suo sito comunale non è stato raggiunto e la sua storia resta da documentare. Il portale italia.it indica una Chiesa Matrice in pietra leccese e carparo, la Cappella della Santissima Trinità, detta anche dello Spirito Santo, seicentesca e per la pagina la chiesa più antica del paese, il Palazzo Nuovo e la Torre dell'Orologio, e ricorda la mozzarella fiordilatte. In dialetto, annota Wikipedia, il paese si chiama Culupazzu. Il viaggio si chiude qui, con più domande che date.
BOZZA del 2026-11-08 · solo locale · gate eseguito: PASSA CON CORREZIONI, 9 difetti corretti · non approvato