Tricase · Andrano · Tiggiano · Corsano · Specchia · LE
Cinque comuni della provincia di Lecce; quattro, Tricase, Andrano, Tiggiano e Corsano, sono tra i comuni del Parco naturale regionale Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase. Il filo che le fonti lette reggono è quello della difesa: una chiesa madre danneggiata dai Turchi nel 1480, un castello forse adeguato in quegli anni secondo un portale privato, torri costiere costruite sotto il dominio spagnolo e collegate a vista l'una con l'altra. Il tema ipotizzato all'inizio, «olio e costa», regge solo in parte: di olio parlano soltanto i frantoi ipogei di Corsano e di Specchia, e per Specchia solo fonti private o il GAL; di Andrano le pagine comunali sui luoghi non si sono potute aprire, e lì il racconto si accorcia. È un viaggio per chi legge i paesi dalle pietre datate.
In breve
Durata. 4 giorni.
Il percorso
Giorno 1 — Tricase, il palazzo e la piazza
Si comincia da Piazza Pisanelli, dove il Comune ha sede nel Palazzo Gallone. Secondo la pagina comunale l'edificio unisce una Torre e un Torrione con strutture tipiche del Trecento a un corpo centrale costruito nel 1661 da Stefano II Gallone, primo principe di Tricase; la sala del trono misura 24,30 per 11,70 metri, e il Comune acquistò il palazzo negli anni Cinquanta. Il Touring Club e il GAL raccontano Tricase nata dall'unione di tre casali; per il Touring attorno a un nucleo difensivo comune. La Chiesa Matrice, nella nostra lettura, racconta la stessa necessità per date. La scheda del Comune elenca i danni alla prima parrocchiale: i Turchi nel 1480, i soldati del Conte di Lecce nel 1495, i Veneziani nel 1528. Dopo il crollo venne una nuova chiesa nel 1581; i lavori di ampliamento iniziati nel 1763 portarono all'apertura del 24 luglio 1784, con Adriano Preite di Copertino come architetto. Dentro, il pulpito intagliato nel 1795 da Raffaele Monteanni di Lequile; nella cripta, i resti del cardinale Giovanni Panico, tricasino. Sulla stessa piazza si affaccia San Domenico, chiesa completata nel 1688, e sta il monumento a Giuseppe Pisanelli, scolpito da Antonio Bortone di Ruffano. La pagina comunale ricorda che via del Tempio univa Porta Terra, che esiste ancora, a Porta Napoli, di cui non resta traccia. Il giorno dopo si esce verso i rioni e le campagne.
Giorno 2 — I dintorni di Tricase e Andrano
Lungo la vecchia strada verso Tricase Porto sta una chiesa rurale a pianta ottagonale, la Madonna di Costantinopoli, costruita nel 1684 per iniziativa della famiglia di Jacopo Francesco Arborio Gattinara, marchese di San Martino; oggi è murata e sconsacrata, e il nome popolare di «Chiesa dei Diavoli» viene, dice il Comune, da una leggenda. I due castelli che seguono sono luoghi privati, secondo il Comune. A Tutino il castello dei Trane fu costruito nel 1580 da Don Luigi Trane, secondo l'iscrizione in facciata riportata dal Comune; a Depressa il castello dei Winspeare ha un nucleo del XIV secolo e due torri quadrate del 1500, e fu a lungo usato come masseria. Tra i feudi di Tricase e di Andrano restano ruderi e pietre sparse dell'abbazia di Santa Maria de Amito, una comunità di monaci italo-greci di cui, ammette la pagina comunale, poco si conosce. Andrano, per il suo stesso Comune, ha notizie scarse: i documenti più antichi vengono dai rogiti della cancelleria angioina, e tra i feudatari compaiono i Saraceno nel 1466 e gli Spinola nel 1606. Il portale privato museionline descrive il castello Spinola-Caracciolo con origini nel XIII secolo e adeguamenti del XV sotto i Saraceno, forse accelerati dopo l'invasione turca di Otranto del 1480. Secondo l'Ente Parco il consorzio del parco, attivo dal 2008, ha sede nel castello. È lì che si va il giorno dopo, verso le torri.
Giorno 3 — Tiggiano e Corsano
A Tiggiano la scheda del Ministero della Cultura attesta il casale dal 1270, dipendente dalla Contea di Alessano, tra la Serra del Cianci, 201 metri, e la costa adriatica; i Serafini vi furono baroni dal 1640, con il cognome Sauli dal 1670. Il loro Palazzo Baronale è oggi sede municipale e ospita al piano terra il Museo storico dell'arte contadina, inaugurato il 7 giugno 2008, con le sezioni «La casa» e «Le botteghe»; accanto, un bosco di circa 2,18 ettari di macchia con pini, querce e lecci. La chiesa di Sant'Ippazio, della metà del Settecento, porta un portale datato 1758 e un fastigio del 1791 con la statua del santo. All'Oratorio di San Michele, il 2 gennaio 2001, dietro la tela è comparso un affresco rinascimentale del santo. Poi la costa. La pagina comunale su Torre Nasparo spiega il perché di queste torri: dopo la battaglia di Cerignola del 1503 venne il dominio spagnolo, e con esso torri che comunicavano con segnali di fumo di giorno e falò di notte. Nasparo fu costruita nel 1565 per ordine del Duca di Alcalà, e nel 1777 era già affidata agli invalidi, in parte crollata. A sud comunicava con Torre Specchia Grande, a Corsano, che la scheda ministeriale data al 1563 e dice verosimilmente edificata dall'Universitas del paese: un documento del 21 marzo 1584 attesta il pagamento di 217 ducati. Nel 1842 la usava la guardia doganale, nelle due guerre mondiali fu un avamposto; restaurata nel 2016, nel 2024 era un centro di accoglienza turistica. Il GAL aggiunge che a Corsano il rito greco durò fino al XIV secolo, che la costa del comune si stende per circa 4 km, con la Marina di Novaglie, e che nel centro storico ci sono frantoi ipogei. È il ponte verso l'ultimo giorno.
Giorno 4 — Specchia
A Specchia l'olio entra nel racconto più che altrove, ma da fonti non ufficiali: il sito del Comune non si è potuto aprire. Il Touring Club descrive frantoi ipogei costruiti tra il XV e il XIX secolo, visitabili lungo un percorso quasi tutto sotterraneo, e il sito dei Borghi più belli d'Italia, al cui club il paese appartiene, lo colloca sulla Strada dell'Olio «Jonica - Antica Terra d'Otranto». Sopra, il Castello Risolo, del XVI secolo per il Touring, con un portale seicentesco secondo il GAL. Il dettaglio è nella chiesa dei Francescani Neri: la cappella di Santa Caterina d'Alessandria, che il GAL dice costruita nel 1532 dalla famiglia Meriglia, ha le volte con i Profeti e, sulle pareti, una Sibilla Cumana con versi di Virgilio; Touring e Borghi segnalano una cripta su 36 colonnine. Fuori dall'abitato, nelle campagne verso Miggiano, la chiesa di Sant'Eufemia ha origine bizantina e fu probabilmente, per il GAL, il primo luogo sacro del paese. Il viaggio, nella nostra proposta, si chiude qui.
BOZZA del 2026-11-08 · solo locale · gate eseguito: PASSA CON CORREZIONI, 7 difetti corretti · non approvato