Gallipoli · Sannicola · Tuglie · Galatone · LE
Quattro comuni della provincia di Lecce, tenuti insieme da una città sull'isola e da ciò che le stava intorno. Il tema del mare e del centro storico regge per intero solo a Gallipoli, e va detto: Sannicola fu frazione di Gallipoli fino al 1908, ma quando ebbe un territorio suo la costa ne rimase fuori. Il filo vero è un altro, ed è nelle fonti: le stesse guerre di fine Quattrocento, i Veneziani del 1484, il Galateo, nato a Galatone, che vide i saccheggi, un Castriota che, secondo uno studioso, avrebbe difeso Gallipoli e Galatone dai Francesi. È un viaggio per chi ama leggere mura, archivi e chiese minori, e accetta che a Tuglie e a Galatone le fonti ufficiali non siano state raggiungibili.
In breve
Durata. 4 giorni.
Il percorso
Giorno 1 — Gallipoli, il castello e la cinta sul mare
La giornata comincia, nella nostra proposta, dal castello. Secondo i testi del Comune, l'isola era unita alla terraferma da un istmo, che il ponte sostituì tra il 1601 e il 1607; Porta Terra era l'unico accesso all'isola. Il castello porta addosso secoli di assedi: il torrione a nove lati può risalire alla fine del IX secolo, i Normanni lo rivestirono, Carlo I d'Angiò nel 1269 lo prese e lo distrusse quasi del tutto dopo che trentaquattro baroni ribelli vi avevano resistito sette mesi. Nel 1484 arrivarono i Veneziani, che tennero la città quattro mesi e tagliarono la roccia che univa la città al castello. Il perché delle mura che oggi accompagnano la Riviera sta nell'eccidio di Otranto: secondo il Comune, la cinta bastionata fu costruita tra il 1483 e il 1528, circa due chilometri con dodici capisaldi tra torri e bastioni. I nomi sono un catasto di mestieri e paure: la Torre del Fosso, il cui fosso servì da lazzaretto, la Torre delle Saponere, chiamata così per le vicine fabbriche di sapone, il Baluardo di San Domenico usato come polveriera. Nel 1809 navi inglesi e borboniche cannoneggiarono queste mura; tra il 1879 e il 1887 la loro parte alta fu demolita fino al piano stradale. Davanti al fronte del castello verso la città, il mercato coperto neoclassico del 1881 è indicato in restauro. Dentro le mura, il giorno dopo, si cerca la città che queste pietre proteggevano.
Giorno 2 — Gallipoli, chiese, archivi e la fontana
La Cattedrale di Sant'Agata, per la scheda comunale, fu costruita tra il 1629 e il 1696: la facciata è in carparo, l'ordine inferiore è di Scipione Lachibari e Francesco Bischetimi, quello superiore mostra, dice la scheda, la diffusione del linguaggio «zimbalesco». Dentro, tre navate, il Martirio di Sant'Agata di Giovanni Andrea Coppola e il coro ligneo di Giorgio Aver. Sulla Riviera, Santa Maria della Purità parla del porto: fu edificata nel 1664 come oratorio della corporazione degli scaricatori, e sull'altare ha una tela di Luca Giordano. La Biblioteca comunale nasce nel 1823 dai circa tremila volumi donati dal canonico Carmine Fontò, nell'ex Oratorio dell'Immacolata dei Nobili; conserva il Libro Rosso dei privilegi e un manoscritto dal titolo «La voce degli olii», mentre l'Archivio storico custodisce carte su porto, ferrovia, Tonnara comunale e mercato del pesce. Il Teatro Garibaldi fu costruito nel 1825 dal nobile Bonaventura Balsamo come «Teatro del Giglio», in omaggio ai Borbone, e prese il nome di Garibaldi nel 1879, dopo il passaggio al Comune. Il Museo Civico «Emanuele Barba» è chiuso il lunedì secondo la scheda comunale. La Fontana detta greca chiude la giornata con un enigma che il Comune non nasconde: il rilievo di sinistra porta un epigramma su Dirce, ma raffigura Pasifae e il Minotauro; a destra Biblide insegue il fratello Cauno e si muta in sorgente. La sua datazione è discussa, e qui non la scegliamo. L'indomani si esce dalla città verso le serre.
Giorno 3 — Il parco di Sant'Andrea, Sannicola e Tuglie
Il mattino, nella nostra proposta, appartiene al Parco naturale regionale Isola di Sant'Andrea e litorale di Punta Pizzo, istituito con legge regionale del 10 luglio 2006. Il Comune descrive l'isola come una superficie calcarea piatta, alta in media circa due metri, con steppe salmastre a salicornia, la pianta endemica Statice japigica e una colonia nidificante di gabbiano corso; a Punta Pizzo macchia, pseudosteppa e zone umide. Da qui, nella nostra proposta, si va a Sannicola, che il suo Comune pone a cavallo delle serre salentine. È un paese giovane su una terra antica: fino al Settecento l'area si chiamava Rodogallo, e vi sorgevano abbazie di monaci basiliani. Di quella di San Mauro la prima menzione è in una pergamena greca del maggio 1149; delle nove pergamene note, la scheda comunale dice che furono trovate e poi perdute, e nel 1567 il vescovo vi trovò rovine, un paio di ambienti e una grotta con due altari. San Salvatore, unica parte rimasta di un monastero, compare nel 1310, quando il suo abate partecipò al concilio di Otranto. L'abitato nasce, secondo lo storico Francesco D'Elia citato dal Comune, nel 1715, quando il proprietario concesse terreni rocciosi a sei contadini; la chiesa di Santa Maria delle Grazie, del 1640, ingloba l'abside della chiesa bizantina di San Nicola. Il decreto del 1908 che diede l'autonomia scrisse il nome «Sannicola» per errore, e quello del 1911 tracciò i confini lasciando fuori la costa. Tuglie, che nella nostra proposta occupa il pomeriggio, ha poco nelle fonti lette. Wikipedia data i lavori della Chiesa Madre dell'Annunziata dal 1721 al 1734, con la navata disegnata da Ferdinando Sanfelice, e colloca nel Palazzo ducale il Museo della Civiltà Contadina; un saggio della Fondazione Terra d'Otranto pone nel rione Santa Lucia l'origine del centro storico. Il Museo della Radio, in via Vittorio Veneto, segnala nel proprio sito un frantoio ipogeo e una Stanza dei Bachi.
Giorno 4 — Galatone
L'ultima giornata comincia davanti a Porta San Sebastiano. Secondo il portale privato puglia.com, il terremoto del 1743 fece crollare in parte le mura, e la porta fu ricostruita in carparo nel 1748: sarebbe l'ultima superstite della cinta aragonese. Gli stemmi dei feudatari, per Wikipedia, stanno sulla porta e sul Palazzo Marchesale. Galatone conobbe le stesse guerre di Gallipoli: la voce di Sapere.it la dice saccheggiata dai Turchi nel 1480 e dai Veneziani nel 1484. Qui, secondo Wikipedia, nacque Antonio De Ferrariis (grafia di Wikipedia; il Comune di Sannicola scrive «De Ferraris»), il Galateo, che lo storico Vittorio Zacchino chiama «l'umanista» e che il Comune di Sannicola cita come testimone delle devastazioni nel territorio di Gallipoli. Suo amico era Giovanni Castriota, che secondo lo stesso Zacchino avrebbe difeso Taranto, Gallipoli e Galatone dai Francesi tra il 1500 e il 1502; si narra, scrive lo studioso, che morisse in duello a Mesagne nel 1516; sul portale della chiesa dei Santi Sebastiano e Rocco lo stesso studioso ha letto un cartiglio con le parole «CASTRIOTA DOMUS». Il Santuario del Crocifisso della Pietà ha, secondo puglia.com, una facciata a tre ordini e, per Wikipedia, una cupola ottagonale affrescata con Sant'Elena e un'icona trecentesca all'altare maggiore. Il santuario della Madonna della Grazia, secondo i frati minori che lo custodiscono, fu progettato da Gian Maria Tarantino di Nardò e consacrato nel 1711. Wikipedia segnala il Castello di Fulcignano, una cinta quadrangolare in tufo alta circa otto metri, abbandonata nel Quattrocento. Il viaggio, nella nostra proposta, si chiude qui.
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